Manzoni sceneggiatore

L’opera dei Promessi Sposi rientra sicuramente fra i tipi di racconti che narrano l’evoluzione (o il viaggio ) di un personaggio, nel quale identifichiamo un eroe.

Ovviamente stiamo parlando del nostro Renzo. Il giovane sembra passare tutte le fasi descritte da Joseph Campbell, famoso teorico statunitense: questo studioso ha dedicato tutta la sua vita a  confrontare e studiare la mitologia, le abitudini, le religioni e tutto ciò  che poi influenza il percorso di vita delle persone come singoli individui; e ha poi delineato una sorta di percorso a tappe che porta l’uomo alla completezza.

Sulla base degli studi di Campbell, racchiusi nel saggio ‘L’eroe dai mille volti’, lo sceneggiatore Christopher Vogler ingloba nel mondo della cinematografia il viaggio dell’eroe, destinato ad essere uno schema fondamentale per qualsiasi storia che abbia l’obbiettivo di trasmettere un messaggio profondo e mirato. Ora tenteremo di fare una sorta di parallelismo fra i concetti e le tappe del “viaggio dell’eroe” in generale e il viaggio specifico di Renzo, racchiuso dal Manzoni in alcuni capitoli del romanzo.

Il romanzo di formazione di Renzo, inizia esattamente nel momento in cui lascia Agnese e Lucia per dirigersi a Milano: questa fase corrisponde al “primo atto”, ovvero l’eroe si trova nel suo ‘mondo ordinario’, ma è infelice, e qualcosa lo costringe a partire. Nel nostro caso, il giovane è costretto a fuggire verso Milano dopo il fallimento del matrimonio a sorpresa e deve abbandonare Agnese e Lucia,dirette invece a Monza,  per non farsi rintracciare facilmente da don Rodrigo e i suoi bravi. L’eroe è caratterizzato perciò da una mancanza, che lo rende oggetto di empatia agli occhi dei lettori, invogliandoli a scoprire come andrà a finire la storia.

La mancanza di Renzo è ovviamente l’impossibilità di vivere il suo amore per Lucia come vorrebbe, e l’effettiva mancanza fisica dell’amata che è distante da lui.

Inoltre, ciò che caratterizza ogni romanzo è la presenza del Need-Desire, ovvero del bisogno e del desiderio: il desiderio è chiaramente rappresentato da Lucia, il bisogno invece è quello di risolvere le questioni che impediscono il loro matrimonio.

Per quando riguarda il modo ordinario di Renzo, il ragazzo proviene da un piccolo borgo di provincia, è ingenuo e istintivo e si ritrova incerto e spaesato nel turbine confusionale della città. E proprio la città rappresenta il ‘secondo atto’, in quanto si identifica in quest’ultima il mondo straordinario, dove il personaggio si sente un pesce fuor d’acqua. In questa fase avvengono le peripezie del nostro: Renzo, giunto a Milano, si imbatte nella rivolta e quando arriva sotto la casa del Vicario, essendo in contrasto con alcuni rivoltosi, se li inimica poiché vuole proteggere il vicario e  viene scambiato per un suo servo. Ma le intenzioni di Renzo non erano di parte, in quanto non era mosso dallo spirito ribelle dei cittadini milanesi: semplicemente cercava di schierarsi dal lato più giusto, lontano dal sospettare le vere intenzioni dei nobili e la loro scarsa considerazione del popolo. Sfuggito al tumulto cerca un luogo dove trascorrere la notte e un tale gli consiglia un’osteria. Entrati i due uomini, l’oste riconosce nell’accompagnatore di Renzo uno sbirro e, allarmato, cerca di estorcere informazioni  al giovane. . Renzo, a fine serata ubriaco, fornisce il suo nome. In conclusione, viene denunciato dall’oste e arrestato; la cattura simboleggia il punto di morte, dove l’obiettivo del personaggio cade.

La mattina seguente, recuperando pian piano lucidità, riesce ad organizzare un piano di fuga.. Finalmente libero, Renzo cerca di raggiungere Bergamo e suo cugino Bortolo. Ed è proprio in questo punto, quando passa la notte nel bosco, immerso nelle sue angosce e nelle sue speranze, abbandonandosi sempre alla Provvidenza, che il lettore si accorge della sua evoluzione da ragazzo semplice ed ingenuo ad uomo ragionevole e coraggioso. È il punto di massima tensione; il ragazzo sta per disperare e solo con l’aiuto della grazia e della ragione di vita riesce a superarlo. Ma l’aiuto più vero consiste nella forza che Renzo recupera, nella capacità di scendere dentro di sé e di confrontare il male e il bene.

Possiamo identificare come una sorta di ‘mentore’ la Provvidenza , che aiuta Renzo a ritrovare la fiducia in se stesso e la calma necessaria per affrontare le situazioni, data la mancanza di una persona concreta che gli sia vicina nel Mondo straordinario.

L’ultima fase del “viaggio dell’eroe” è il ‘terzo atto’; l’eroe ritorna nel suo mondo ordinario più consapevole e completo. Per Renzo il ritorno nel mondo ordinario avviene quando finalmente raggiunge il bergamasco e il cugino Bortolo gli offre un tetto e un lavoro nel filatoio dove lavora.

Il ragazzo ha avuto in tutto questo ‘arco di trasformazione’ il tempo di riflettere e , soprattutto, crescere. È finalmente pronto a tornare nel suo mondo e affrontare tutto ciò che è necessario per completare il suo cammino, far avverare i suoi sogni.

Se prima si sentiva spaesato e perso, ora iniziava a riacquisire un orientamento, uno scopo, delle sicurezze.

Ha completato il suo viaggio.

“Mi sentirei di dirti

Che il viaggio cambia un uomo

E il punto di partenza

Sembra ormai così lontano

La meta non è un posto

Ma è quello che proviamo

E non sappiamo dove

Né quando ci arriviamo”

Roberta e Cecilia

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