Il prezzo del pane ieri e oggi

La mattina del 22 febbraio 2016 si è tenuto presso la nostra classe un incontro con Daniela La Foresta, docente di Geopolitica dei paesi del Mediterraneo presso la Facoltà di Scienze politiche-“Federico II ” di Napoli, riguardo agli “squilibrati” equilibri geopolitici del Medio Oriente. In particolare, si è discusso riguardo all’importanza del petrolio nel contesto dell’economia (e della “policy”)di ogni singolo stato appartenente al mondo arabo,in particolare quelli situati nella cosiddetta “Mezzaluna Fertile”. Questa terra, da sempre apprezzata per la presenza di una fertilissima pianura chiamata “Mesopotamia”,è stata la culla della civiltà umana, poiché ospitò antichissime popolazioni, come quella dei Sumeri e come quella dei Babilonesi. Durante i vari secoli, però, è stata dilaniata da devastanti guerre, che, in un modo o nell’altro,hanno radicalmente diviso quella zona sia da un punto di vista politico che culturale. Infatti, dopo la fine della seconda guerra mondiale e dopo la fine del colonialismo occidentale,in Nord Africa e nel Medio Oriente si sono instaurate delle dittature e delle monarchie (califfati) che hanno avuto a capo anche tiranni sanguinari.

Questi,alimentati dalla brama di potere, hanno compiuto spesso e volentieri tra di loro sia guerre calde,come quella del Golfo, sia fredde ,come quella tra Arabia Saudita ed Iran; ma la più importante tra tutte quante è senza dubbio resta quest’ultima.Come già detto prima, quella tra Iran e Arabia Saudita è una guerra fredda,ossia si combatte a “distanza”, senza l’ausilio di scontro a fuoco diretto. Le cause sono principalmente due: la guerra civile in Siria, dove i due Paesi sono schierati su fronti opposti e il prossimo annullamento delle sanzioni internazionali a Teheran dopo l’accordo sul programma nucleare. In particolare quest’ultimo fatto riporta l’Iran sul palcoscenico della diplomazia internazionale, facendo così riaprire i commerci di Teheran con l’occidente, precedentemente interrotti da un’imbargo. L’Arabia Saudita, di conseguenza, teme per il primato di leader di quella zona. Per rimediare a questo problema, l’Arabia ha ultimamente aumentato a dismisura la produzione di pertolio, portandone il prezzo ad un minimo storico,cioè a 30 dollari al barile. Questo fatto, di conseguenza, danneggia gravemente l’economia dell’Iran, dato che per Teheran produrre un barile di petrolio costa il doppio rispetto a Ryhad.
L’attuale situazione in Medioriente ricorda molto da vicino il contesto storico in cui Manzoni colloca i Promessi Sposi. Infatti, nel V capitolo, durante il colloquio di Don Rodrigo con i suoi convitati,emerge un episodio della guerra per la successione al ducato di Mantova, che Manzoni inserisce volutamente in virtu’ del suo concetto di “vero storico”. Nel ‘600,ovvero l’epoca nella quale è ambientato il romanzo, era in corso la cosiddetta “Guerra dei Trent’anni”. Questa guerra, che  sconvolse l’intero vecchio continente dal 1618 al 1648, coinvolse tutti quanti i maggiori regni europei di allora, ma la causa scatenante fu senza dubbio quella delle discrepanze sia culturali che politiche fra cattolici e protestanti. In Germania (che era il paese più colpito dalle idee di Lutero)nacquero i primi focolai di guerra; questi, guidati dal desiderio di prevalere sia da un punto di vista economico (i commerci con le Indie e con le Americhe erano sempre più intensivi e redditizi) sia da un punto di vista politico (con l’acquisizione di nuovi territori), innestarono una reazione a catena che nel giro di un ventennio misero a ferro e a fuoco l’intera Europa.
Altro tema molto attuale, che ricorre nel capolavoro manzoniano  è quello della siccità, che Manzoni ci spiega con una regressione temporale nel 12^ capitolo. Infatti, proprio nel ‘600,era in corso un’ingente carestia, che aveva indotto Antonio Ferrer,il gran cancelliere spagnolo di Milano, ad aumentare il prezzo del pane(dopo averlo precedentemente ridotto). Ovviamente, ciò provocò il malcontento della folla che incominciò ad insorgere; Manzoni utilizza gli occhi di Renzo (recatosi a Milano in seguito alla fuga dal paese natio) per descriverci quei drammatici momenti nel capoluogo lombardo. Questo fatto, volendo fare un’attualizzazione del racconto, potrebbe essere benissimo ricondotto alle “Primavere Arabe”. Queste sono una serie di eventi di natura rivoltosa che interessarono l’intero Maghreb ed alcuni paesi del Medio Oriente dal 2010 al 2011.
I fattori che hanno portato alle proteste sono numerosi e comprendono la corruzione, l’assenza di libertà individuali, la violazione dei diritti umani e, proprio come nei Promessi Sposi, la crescita del prezzo dei generi alimentari e la fame. Secondo Abdolreza Abbassian, capo economista alla FAO,la causa di questa  fu la siccità in Russia e Kazakistan, accompagnata dalle inondazioni in Europa, Canada e Australia, associate a incertezza sulla produzione in Argentina, a causa della quale i governi dei Paesi del Maghreb, costretti ad importare i generi commestibili, decisero per l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari di largo consumo.
Vedendo questi esempi,possiamo capire quanto sia importante la letteratura romanzesca (in particolare, il romanzo storico,quindi anche i Promessi Sposi) , che, pur essendo stata concepita qualche secolo fa, propone ancora questi temi più che mai attuali.
Di E. Medici e F.Grazi

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La mappa del mondo arabo

 

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Blu:Cambiamento del primo ministro Arancio:Proteste maggiori Grigio:Nessuna protesta Rosso:Guerra civile Grigio scuro:Proteste collegate Beige:Proteste minori Nero:Allontanamento o morte del capo di stato

 

 

 

 

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